A quarti rossoblù/Il calcio con il senno del poi
Questa volta ho voluto aspettare la fine della gara per dire qualcosa sullo spazio che CDG mi lascia riempire con mie idee e emozioni.
Ebbene, mi è piaciuto moltissimo Banti e ancor di più l’amico Maggiani, Spezzino doc, e segnalinee lato panchine.
Notare che ci sono arbitri capaci di arbitrare con moderazione e intelligenza anche contro L’Inter, a San Siro, una novità e fa piacere notarla, o meglio annotarla, soprattutto dopo l’increscioso arbitraggio di Mazzoleni con la Juve.
Non c’è che dire è un bel passo avanti, un bel passo avanti e vedere dei bravi ragazzi liberi di mostrare quanto saprebbero fare, fa ancora piacere. A san Siro si è giocato a calcio senza classifica e sudditanza, si è giocato a calcio 11 contro 11 , finalmente con lealtà e intelligenza e il Genoa è stato all’altezza della fortissima Inter, Del Piero non era in campo e l’area è tornata di 16 metri.
Chi sta scrivendo si è disintossicato dalle nefandezze di Mazzoleni e dopo stasera si è riconciliato con il calcio, non solo perché il Grifone è stato quasi perfetto ma soprattutto perché direzioni arbitrali come questa ridanno credibilità a tutto il mondo del pallone.
E allora veniamo alla gara.
Avevo ancora negli occhi l’Inter contro altra squadra in 9 contro 11, far risultare il portiere avversario come migliore in campo e creare 3 palle goal senza subire nulla e la nostra squadra giocare benissimo e farsi 3 dei 4 goal che ci sono costati la sconfitta col modestissimo Bologna.
Avevo negli occhi quello successo a Torino con gli innominabili e quindi in casa del mio grande amico tifoso di Milan e Spezia fornito di uno splendido 100 pollici ero, pur
se inopinatamente fiduciosissimo, anche disposto a tutto anche memore di quello 0 a 5 dell’andata vissuto con gli occhi bendati direttamente dal vivo del Ferraris. E invece che ti vedo? Un grande arbitraggio un buonissimo Genoa con un sontuoso Gasperini in cabina di regia. Vedo lo stopper, dopo Piquet del Barcellona, più forte d’Europa, sto parlando di Papastatopulos, che gioca insieme al più forte d’Italia, Sasà Bocchetti.
Difesa rigorosamente a 4 da Rossi a Moretti con Mimmo in mediana larga a prendere il Pandev o il Maicon di turno e ripartire impensierendoli.
Dall’altra parte un Inter che "c'ha" capito poco, forza spinta fisica e poco di più sino a finire giocando l’ultima mezz'ora con la boutade tecnica di 4 punte tutte assieme incapaci di fare un tiro pericoloso a impensierire Amelia, bastasse diavolaccio d’un Portoghese, mettere punte in campo il Lapo al Ferrara gliene avrebbe comprate 11 rispiarmando pure. La gara col Bologna è dimenticata, domenica avremo la possibilità di valutare appieno il valore di questo punto, arriverà al Ferraris il Cagliari dei miracoli, ben ridimensionato da un ottimo Catania quest’oggi.
Sarà vittoria? Sempre difficile dirlo prima, ma io penso proprio di sì.
Piuttosto visto che abbiamo parlato di giovani , dell’88 - Papastatopulos - o dell'86 - Bocchetti -, che dire del classe '91 Chinellato, che con la sua doppietta ha sbancato Firenze (3 a 0 per noi con la Fiorentina, campionato Primavera) dopo aver messo il sigillo anche nel derby di categoria?
Alla prossima