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intervista plastica presentano nuovo album basta genovazeroplastica

Intervista/ Gli Zero-Plastica presentano il loro nuovo album "Basta!"

Genova - Dall'uscita del loro primo album omonimo datato 2005 sono cambiate parecchie cose e, ascoltando questo nuovo lavoro, si può constatare quanta strada Zero Plastica abbiano fatto in questi anni: con "Basta!" si confermano come uno dei gruppi genovesi più importanti del mondo. La confusa situazione italiana sembra essere la vera musa ispiratrice in tutte le quattordici tracce di questo nuovo disco. Monotono? Tutt'altro: ascoltando "Basta!" ci si arrabbia, ci si commuove, si balla e, a volte, seppur amaramente, si sorride. La musica poi spazia dal rap classico al funk di Bobby Soul, dal reggae di Raphael degli Eazy Skankers, alle influenze world di Marco Fadda, al dub di Roberto Gabrielli... Tutti artisti che hanno aiutato Zero Plastica a confezionare un piccolo grande gioiello del panorama musicale italiano. E non solo.

"Basta!" Cosa?
"Basta!" a tutto quello che non ha più senso di esistere, a partire dal governo ed i politicanti italiani, sino ad arrivare in generale alla folle realtà in cui viviamo, sempre meno a misura d'uomo.

...e "ancora!" cosa? Cosa salvate dell'italia oggi?
Personalmente salverei la rabbia della gente, augurandomi che aumenti ed esploda come è successo in Medio Oriente e Nord Africa: è l'unica speranza che ci resta e che ci può permettere di cambiare tutto ciò che non possiamo più sopportare. (Nio)

Cosa vuol dire fare musica a Genova? E' una città che "ispira" o "avvilisce"?
Vuol dire Resistenza. Vedendo la quantità e la qualità di artisti che partorisce, possiamo dire senza dubbio che Genova è una città che ispira profondamente... Nei caruggi dove il buon Dio non riesce a far arrivare i raggi del sole, prendono vita dei veri e propri geni, mostri che fanno dell'arte la propria ragione di vita e unica salvezza. Ma considerata l'altissima percentuale di artisti frustrati presenti non solo qua, ma in generale in Liguria, è ovvio che l'incapacità dei promoters, delle strutture e delle istituzioni seghino le gambe ai più.

In questo nuovo album non siete soli, si sentono violini, percussioni, flauti...
Durante la lavorazione del disco abbiamo avuto la fortuna e l'onore di conoscere e ospitare una trentina dei migliori musicisti genovesi, maestri assoluti nel loro genere. Marco Fadda -considerato uno dei più importanti percussionisti europei-, Roberto Gabrielli -che ha curato tutte le registrazioni ed il mixaggio-, Sergio Limuti, Riccardo Kalb, Bobby Soul, Bob Quadrelli -tutti veterani della Vecchia Scuola tra SensaSciou, Cool Reggae Band, Mr.Puma, Nversi, Xterx, Blindosbarra-, Raphael degli Eazy Skankers, EnRoco, Aparecidos, l'arpista Michela La Fauci e altri ancora... Anche per questo motivo la lavorazione del cd è durata diversi anni, ma alla fine siamo orgogliosi di come suona e del contributo di tutti questi grandi amici. (Lure)

Dove vorreste sentirlo suonare?
Vorrei cantare "Basta!" di fronte al parlamento e vorrei ascoltarlo come colonna sonora della rivoluzione che ha già iniziato a muoversi anche nell'underground di questo Paese (si ringraziano Tunisia, Egitto, Spagna e tutti gli altri stati che ci stanno ispirando). (Nio)

Mi sembra di capire che la politica sia la vostra musa ispiratrice, è così? Che differenza c'è tra chi scrive canzoni d'amore e chi scrive canzoni di denuncia?
Per noi scrivere canzoni di denuncia è fondamentalmente un gesto d'amore verso il nostro Paese, verso i nostri connazionali e verso tutte le persone che non riescono a far sentire la propria voce. Amiamo l'Italia ma ne odiamo le contraddizioni che la portano ad essere peggio di un Paese del terzo mondo e non possiamo sopportare chi coi suoi atteggiamenti grotteschi e col suo delirio di onnipotenza ci rende lo zimbello del villaggio globale; il nostro è amore frustrato, non corrisposto come quello per una donna che se ne frega del proprio spasimante e lo tradisce con chiunque per due soldi. La politica non ci ispiria per niente: ciò che guida la nostra mano quando scriviamo è solo Amore per la Libertà e per la Verità. Nient'altro.

Cosa ne pensate dei rapper italiani vostri contemporanei, con chi vorreste collaborare?
In Italia ci sono molti che ci piacciono e con cui ci piacerebbe collaborare, a partire dai nostri "maestri" anche grazie ai quali siamo qua a fare rap... Tuttavia, amiamo condividere la musica solo con le persone con cui abbiamo un prima un rapporto umano molto positivo, non ci interessa lavorare con qualcuno solo perchè è famoso e ha un nome. (Lure)

Personalmente c'è solo un mc con cui sogno tutti i giorni di tornare a collaborare: Ego B, un mio carissimo amico la cui vita è in sospeso da oltre dieci anni, da quando un incidente stradale l'ha relegato in un limbo, privandolo delle facoltà primarie. (Nio)

Se doveste scegliere una canzone, nella storia della musica, che potete definire veramente rivoluzionaria?
"Imagine" di John Lennon è una risposta troppo banale, vero? (Lure)

"Fight the power" dei Public Enemy, ma anche "Anarchy in U.K." dei Sex Pistols... (Nio)

So che collaborate con un'etichetta Americana, la Nomadic Wax, e che avete avuto a che fare con la realtà newyorkese per un periodo. In che modo si distingue la situazione americana da quella italiana, sia per quanto riguarda la scena musicale che quella politica?
Per ciò che riguarda la musica, negli Stati Uniti un artista indipendente come noi riesce ancora a vivere dignitosamente facendo il suo, mentre qua da noi anche importanti musicisti fanno la fame, subendo i tagli alla cultura. Poi, sull'altro versante, mi limito a dire che se in America un politico viene indagato anche per un banale reato, SI DIMETTE dal suo ruolo -come in qualsiasi altro stato democratico- e si fa processare per dimostrare la sua innocenza, mentre in Italia i politici hanno perso la vergogna e non abbandonano la poltrona nanche per reati gravi in odor di mafia o di prostituzione minorile. E questo è semplicemente scandaloso. (Nio)

05/06/2011 21:30:40
Veronica Onofri






















Credits

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