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Morrissey, l'eterno ragazzo che ha scaldato i cuori di Genova

Morrissey, l´eterno ragazzo che ha scaldato i cuori di Genova
Genova - Nell’estate delle reunion e dei grandi ritorni, dagli Stone Roses fino a New Order e Cure, qualcuno aveva sperato di poter rivedere sullo stesso palco gli Smiths ma la band di Manchester probabilmente non tornerà più per volere dei suoi stessi protagonisti. Il tour di questi giorni in Italia del carismatico leader Morrissey è stato però qualcosa di più di una semplice consolazione per i tantissimi fan del gruppo che ha segnato indelebilmente la storia della musica anglosassone negli anni Ottanta. Dopo la prima data di Roma la prova è arrivata ieri sera dal concerto che al Porto Antico di Genova ha chiuso la prima parte del Goa Boa Festival che proseguirà nella cornice di Villa Serra dal 13 luglio per altre tre serate.
‘Moz’ si presenta sul palco a pochi metri dal mare accompagnato da un affascinante tramonto sulla Lanterna e le gru del Porto e dal boato di un pubblico in cui molti arrivano da fuori regione. Dopo l’esibizione dell’americana Kristeen Young si prende tutta la scena, saluta in italiano e regala sorrisi ed inchini, stringe spesso le mani che si allungano dalle prime file senza mai rinunciare alle pose che lo hanno reso celebre prima con Marr e compagni e poi nella fortunata carriera da solista. “Shoplifters Of The World Unite”, “You have killed me” e “You’re the one for me, fatty” sono l’introduzione di un viaggio fra musica e parole lungo trent’anni, nel quale s’intrecciano mode, stili e generi che Morrissey ha saputo attraversare conservando la sua indole di divo controverso al quale tutto o quasi è concesso, compreso il divieto di vendere carne all’interno della zona concerto. Vezzi che passano in secondo piano davanti ad un carisma impareggiabile e ad una voce ancora intatta, come dimostrano la splendida “Everyday is like Sunday”, "Still ill", “Speedway” e “Alma matters”. Guardando al ritratto di Oscar Wilde che sullo sfondo esclama ‘Who is Morrissey?” viene da pensare che per il ragazzo di Stretford il tempo sia passato solo per le camice che ora gli stanno un po’ più strette e che durante il concerto cambia più volte rimanendo anche a torso nudo durante “Let me kiss you”. “Ti guarda negli occhi” sottolinea qualcuno mentre lui canta l’amore e la poesia in un’atmosfera velatamente malinconica, rotta solo dai dialoghi con il pubblico che ne applaude ogni parola, ogni sguardo o movimento coreografico con il filo del microfono, che ascolta “Meat is murder” mentre scorrono immagini che denunciano la violenza sugli animali. Un pubblico che si divide sulla composizione della scaletta, dove forse manca quale pezzo storico degli Smiths ma che dopo “I'm throwing my arms around Paris” e “When Last I Spoke to Carol” si ritrova a cantare “How soon is now?” in un finale da brividi. Cellulari, mani e cuori protesi verso l’eterno ragazzo che ha interpretato emozioni e passioni di due generazioni e che in una notte d'estate si è preso Genova.
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Morrissey al Goa Boa (foto Benedetto Marchese)