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Sel e Federazione della Sinistra portano in consiglio regionale la questione dei precari Ist

Sel e Federazione della Sinistra portano in consiglio regionale la questione dei precari Ist
Genova - Domani in Consiglio Regionale i consiglieri Matteo Rossi (Sinistra Ecologia e Libertà), Alessandro Benzi e Giacomo Conti (Federazione della Sinistra) presenteranno un ordine del giorno per difendere i lavoratori dei precari dell’IRCSS ai quali non è stato rinnovato il contratto.
I Consiglieri chiederanno al Presidente della Giunta e all’Assessore alla salute di trovare urgentemente una soluzione a questo disagio.

Tra i mesi di giugno e settembre, infatti, la nuova Amministrazione del IRCCS, ex Ist- San Martino, lascerà senza lavoro nove persone: otto impiegati amministrativi di categoria “C” e un collaboratore tecnico categoria “D”, personale altamente qualificato e difficilmente sostituibile con un nuovo personale.
«Vogliamo una continuità lavorativa per i lavoratori dell’ex Ist- San Martino – afferma Rossi –Dopo vent’anni di precariato hanno diritto a una stabilità».
Prima dell’accorpamento fra Ist e San Martino era stato garantito che non ci sarebbero state ripercussioni sui lavoratori, ma la nuova amministrazione non ha saputo mantenere le promesse: dal 30 giugno scorso sette dipendenti sono rimasti a casa, altri due perderanno il lavoro a fine estate con il termine del contratto.

«I dipendenti dell’ex Ist- San Martino sono difficilmente sostituibili con un nuovo personale. – dice Rossi – Negli anni hanno maturato grande esperienza e, nel 2009, hanno superato un concorso pubblico altamente selettivo».
Sel e Fds aveva già chiesto alla Giunta di definire criteri per tutelare i lavoratori che da anni operano all’interno della struttura stessa, ma ancora rimangono delle incongruenze: oggi sono rimasti a piedi nove precari, eppure si parla di nuovi impieghi per soggetti esterni all’IRCCS.

«È assurdo – conclude Rossi – che nel 2010 sia stato bandito un nuovo concorso per cinque nuovi posti a tempo indeterminato per impiegati amministrativi di categoria “C”, che è la stessa degli otto lavoratori ora lasciati a casa».
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