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Caro Mou, è una questione di stile. Quello dei nostri ragazzi

Carissimi Amiconi Blucerchiati, finalmente si torna a respirare aria di calcio giocato, dopo una settimana intensa dove gli echi della battaglia tra Inter e Sampdoria hanno continuato ad essere presenti nelle cronache e nei dibattiti televisivi. Alcuni sportivi si sono complimentati con me (lo dico con soddisfazione ed orgoglio, non certo per vanagloria n.d.r.), per ciò che ho scritto nell’ultimo articolo, al riguardo della mia citazione finale richiamante il grandissimo Giacinto Facchetti, un atleta ed un gentiluomo che sicuramente non avrebbe partecipato, in campo da atleta, fuori da dirigente, a tutto il pandemonio scoppiato a S.Siro nella partita in questione, ed anzi avrebbe fatto di tutto per evitarlo. Purtroppo, è il caso di ribadirlo, il calcio di oggi è sempre meno dotato di Educazione e senso dellOnore e di Onestà, valori assolutamente presenti un po’ di anni fa. Viene da chiedersi come mai il sig. Mourinho non si sia alzato a mimare i polsi, richiamanti il vicino S.Vittore, quando il nigeriano Kalou è stato abbattuto davanti a Julio Cesar, in occasione del match infrasettimanale di Champions League. Quello era un rigore solare, con espulsione sacrosanta, e gara per l’Inter in grande salita. Quindi? Quindi niente, l’arbitro ha sbagliato, non mi sembra però che Carlo Ancellotti abbia cominciato a saltare sulla panca, dando successivamente in escandescenze, o si sia arrampicato sulle griglia dello Stadio. Non ci sono parole, poi, per commentare alcune trasmissioni televisive: il massimo
accaduto in uno studio di una tivù milanese, presuppongo, in un contesto dove erano presenti a dire la loro anche persone equilibrate e, a mio giudizio, obiettive come il giornalista Tony Damascelli ed il campione del mondo Fulvio Collovati. Ad un certo punto un opinionista ha iniziato una sorta di arringa difensiva pro-Inter che ha portato, udite-udite, a trovare in Nicola Pozzi il capro espiatorio di tutto quello che di negativo è accaduto ai nerazzurri. Ma andiamo! Premetto che io non ho nulla contro la squadra di Moratti, che
indubbiamente la più forte del nostro campionato. Non mi piacciono, però, alcune cose: innanzi tutto il fatto che il suo nome, “Internazionale”, rispecchia in pieno il fatto che in campo non trovi un italiano a pagarlo, a parte Balotelli, quando gioca, o Toldo e Materazzi, che non giocano quasi mai. Traduzione: giovani interessanti italiani non troveranno mai posto in questo grande Club: il più che promettente Santon alla fine è una eccezione che
conferma la regola. Inoltre il suo Mister: sarà anche lo Special One, ma le risate polemiche e sarcastiche alla caduta stile “Klaus Di Biasi di Eto’o, meritevole di giallo per simulazione, denotano un carattere ed un modo di porsi che non può certo piacere a tutti, e questo non fa, a mio avviso, il bene della società: tutte queste polemiche, queste grida al complotto, non contribuiscono a rafforzare immagine e simpatia nei tifosi neutrali. Infine il fatto che,
moviola alla mano, Tagliavento non ha sbagliato nulla, ma proprio nulla: al di là di non sanzionare il fallo pericolosissimo e gratuito, forse frutto della frustrazione del momento, del sig. Milito ai danni del nostro capitano: guardatevi bene le immagini, e capirete che è una grossa fortuna che Palombo non si sia fatto male, e possa giocare ancora! Il sig. Roberto Mancini, intanto, mentre scrivo, ha appena espugnato il mitico Stamford Bridge, battendo i Blues in testa alla graduatoria, con il suo City. 4-2 per il Manchester con
doppietta di Carlitos Tevez e Bellamy per i Citizens, e doppietta dell'oggetto del desiderio interista dello scorso mercato, Lampard, per i ragazzi di Ancelotti e Wilkins. Decisamente il Mancio, al di là delle delusioni patite dalle recenti eliminazioni dei suoi nelle Coppe inglesi, sta facendo un grande lavoro. Ma non lo aveva svolto anche all’Inter, dico io? Gli è stato preferito il portoghese: io continuo a dire che Mancini è meglio, e non solo perché è
stato una bandiera della Sampdoria.
Ma veniamo a noi. La Samp va a Parma, decisamente spuntata; o meglio, con due giovani virgulti, le punte della Primavera, Testardi e Scepovic, che Mister Del Neri potrebbe far scendere subito in campo. I due baby sono così stati tolti a Mister Aglietti alla vigilia del derby rossoblucerchiato valevole per il campionato di categoria. D’altronde: non è che si poteva andare a giocare la stracittadina Juniores con Pozzi e Pazzini, squalificati in campionato, contro i rossoblù allenati da Chiappino, no? I ragazzini sono però ugualmente riusciti a raccogliere un risultato positivo, mantenendo così le distanze da un Genoa ultimamente in grande salute: dopo un penalty fallito da Soriano, la Samp è andata sotto alla fine del primo tempo, ma con grinta e cuore ha raggiunto il meritato pareggio
proprio all’ultimo secondo dell’incontro, grazie ad un “perazzo” del nostro giocatore… Perazzo! Anche a Parma la Prima Squadra dovrà domani lottare in maniera leonina come ha fatto oggi la Primavera di Aglietti, onde poter proseguire la fantastica serie positiva iniziata in quel di Udine. Anche in attesa del ritorno, a dare una mano, del nostro Novantanove che, a quanto pare, potrà tra poco tempo riaggregarsi al Gruppo Blucerchiato. Forza Sampdoria, allora. Vai a Parma con coraggio, seguita come sempre dai nostri impareggiabili tifosi. E come diceva una ormai datata, ma non per questo dimenticata, canzone di Anteo Dodi: “…ricopriti di gloria… dimostra il tuo
valor…”.
Arrivederci a tutti alla prossima settimana.

28/02/2010 11:30:42
Roberto Minoliti







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