Cassano resta a casa: mister, sei sicuro?

Carissimi Amici Blucerchiati, la settimana appena passata ha indubbiamente portato moltissime perplessità negli affezionati supporters del Doria. Da servizi televisivi che comunicavano l’intenzione di Cassano di smettere di giocare sino a settembre, a giornali che disquisivano su un mega litigio tra il Numero Novantanove ed il Mister, all’alta tensione tra i due che portava poi Del Neri a “far fuori” il fantasista. Alla fine, fortunatamente, abbiamo appreso che tutti questi avvenimenti erano di fatto riconducibili soltanto ad
una libera e legittima scelta dell’allenatore a fare a meno di Antonio in vista della trasferta di Udine. Pare che Cassano l’abbia tutto sommato presa bene: tutti noi sappiamo che tra i suoi difetti manca di certo quello di non essere sincero, se di difetto si può parlare, ovviamente. Fantantonio ha quindi, da perfetto professionista, accettato l’esclusione. Del Neri ha fatto certamente una scelta coraggiosa e, lo ripetiamo, assolutamente lecita. E’ o non è lui il condottiero del Marinaio? Di sicuro si può anche non essere d’accordo: molti
non lo sono e, tra questi, mi ci metto anch’io. Nel senso che, leggendo le motivazioni tattiche della rinuncia al fenomeno di Bari Vecchia, un po di perplessità emerge. Per Mister Gigi a Udine, e quindi in una gara in trasferta, serve un attacco più muscolare. Magari avrà anche ragione lui, però io credo che i problemi della Samp attuale non vadano ricercati in esclusiva in un attacco obiettivamente anemico. Mi sembra di poter dire che tutta la squadra stenti, nel suo complesso, nella manovra, nel gioco, nella combattivit, nelle
conclusioni in porta, e nella sicurezza difensiva. Riduttivo pensare che il problema sia l’attacco, ed ancor più la forma magari non ideale di Cassano. Il centrocampo non è che faccia faville, mentre la retroguardia rimane per me il punto più debole del team. La mia opinione è che i giovani è bello e produttivo lanciarli: non credo però che sia bene farlo in certi momenti, o avvenimenti, particolari. Nel derby ricordiamo tutti le difficoltà di Rossi e Cacciatore, così come i lunghi accantonamenti di Lucchini prima, e Zauri poi, per non
parlare di Accardi, stabilmente confinato in panca per far giocare, appunto, Marco Rossi. Se Mazzarri non utilizzava i giovani, certamente esagerando, ora sembra che non si possa farne a meno! Anche l’addio di Bellucci non è che abbia entusiasmato critici e tifosi. Ora, il “Bello” non era più certamente il giovanotto che rifilò la magica doppietta ai “Gunners” dell’Arsenal, però meritava di sicuro un po’ più di considerazione, potendo essere una reale variante anche nel modo di giocare della squadra, posizionandosi, che so, tra
le linee, o affiancando il Pazzo ed Antonio in un tridente che non ha mai neanche avuto una effettiva chance in campo. Anche la battuta di Del Neri che, per male che vada, vorrà dire che al massimo avremo continuato a perdere fuori casa, beh, non è che mi faccia sorridere troppo, anche perché le squadre sotto di noi mi sembrano molto convinte e combattive, ed in più si sono parecchio rinforzate al cosiddetto mercato di riparazione. Cosa che, obiettivamente, non mi sembra la Samp abbia fatto. Via Stanke e Bellucci, in pratica come non ci fosse Franceschini, la truppa non risulta poi così quantitativamente…
tranquillizzante; Guberti è bravo, ma è un altro esterno. Sicuri che la Samp non abbia bisogno di rinforzi in altri reparti? Insomma, tornando al punto centrale: non credo assolutamente che Antonio rappresenti un problema, o un equivoco nella squadra. Penso invece che Del Neri dovrebbe provare a cambiare in corso di gara anche il sistema di gioco, e magari trovare un’altra posizione proprio a Cassano; con il Catania le sostituzioni dei due esterni non hanno di fatto cambiato il modo di giocare. A Firenze o con il Genoa abbiamo nel secondo tempo schierato due torri là davanti, senza avere più esterni di ruolo. Premesso che tutti i Mister professionisti sono allenatori preparatissimi e capaci, credo si possa imputare a Del Neri il non modificare mai il sistema di giocare. Questa critica è stata mossa anche a Mazzarri, a dire il vero, seguace del 3-5-2, a prescindere dai giocatori a disposizione, tanto da far giocare Delvecchio in attacco. E vogliamo ricordarci delle critiche feroci mosse a suo tempo a Walter Novellino, atavico propugnatore del classico 4-4-2 ? Novellino però non aveva Cassano, e neanche Pazzini, e anche questo è doveroso ricordarlo. L’augurio, comunque, è che ovviamente la Samp riesca a tirare fuori
ad Udine una prestazione coraggiosa, e magari a portare a casa questi agognati 3 punti, ormai mancanti da tempo. Si sa che il calcio fa parlare per una settimana, e poi fa anche tacere. I tifosi sperano in una inversione di tendenza, in un franco successo che riabiliti magicamente il morale e, soprattutto, la classifica. Se davvero vincessimo ad Udine, e tutti davvero lo speriamo, magari qualcuno arriverà a dire: “Visto? E’ meglio che Antonio stia a
casa… “. Non è un pensiero che io condividerei, anche se trionfassimo per 3-0.
Mi è piaciuta molto la frase di un tifoso blucerchiato su di un quotidiano locale, che ha paragonato Cassano ad un diamante. “Se posseggo un diamante, non lo butto via solo perché non lo riesco a posizionare bene sulla montatura; cambio la montatura !”. Per me, sono parole sante.
Arrivederci a tutti alla prossima settimana.
24/01/2010 13:00:00
Roberto Minoliti